Museo Zen Palermo

Un nuovo modo di fare edilizia

Osservando l’area dello Zen emerge la regolarità nello sviluppo urbanistico, determinata dall’inserimento delle insulae gregottiane, pensate come blocchi compatti e polifunzionali, di dimensioni tali da aggregare all’interno di ciascuno di essi un intero quartiere, e resi filtranti da percorsi perpendicolari, sia pedonali che carrabili.

Si è proposta un’architettura in forte contrasto con il tessuto preesistente, generata da tagli irregolari sull’area di progetto, che trasformano il blocco di partenza in frammenti, a tre dei quali sono state assegnate le funzioni di museo, auditorium-laboratorio e blocco-servizi; gli altri frammenti diventano invece isole verdi sopraelevate con sedute lungo il loro perimetro. I tre blocchi sono infine riunificati da una copertura vetrata sotto la quale si sviluppa uno spazio pubblico di legame tra le funzioni proposte.

museo zen palermo planimetria

Planimetria

La negazione della regola e l’idea del taglio sono continuamente riproposti anche in prospetto, essendo i blocchi tagliati da feritoie apparentemente casuali, la cui scansione segue una regola ripetitiva per ogni 5 tagli. I prospetti interni, sullo spazio pubblico coperto, sono invece vetrati; qui non sono più i vuoti a scandire le superfici piene, ma dei frangisole metallici verticali a suddividere le superfici trasparenti.

Delle tre strutture assume rilevanza quella dell’auditorium, la cui sagoma della platea emerge, caratterizzando la sua forma nonchè la sua funzione. Il blocco-servizi ha invece uno sviluppo planimetrico trapezoidale, il cui lato più corto è una lama di vetro esposta sullo spazio pubblico. Infine il “museo sulle lotte sociali” e dedicato ai personaggi di spicco che hanno lottato negli anni contro le ingiustizie, si sviluppa con un percorso continuo attorno ad una rampa collegante i tre livelli, l’ultimo dei quali termina con un bivio di fronte al quale è il visitatore a scegliere se percorrere una rampa che assottigliandosi nella salita si conclude con una cella su un precipizio, illuminata solo da una lamiera microforata, richiamante la penombra del carcere, o se percorrere invece un percorso che porta alla “luce” del terrazzo sovrastante.

Pur proponendo un’architettura che appare come un “taglio alla regola”, i legami con il contesto sono molteplici, a partire dalla torre circolare, che ospita un ascensore vetrato e che richiama esplicitamente le torri delle insulae. Inoltre è riproposto il tema dell’area filtrante, rendendolo prioritario rispetto alla compattezza architettonica, così da rafforzare l’idea di spazio pubblico, come chiara occasione di rinascita sociale dell’intero Zen.

museo zen palermo vista est

Vista notturna sul blocco servizi

museo zen palermo vista nord-ovest

Vista sull’ingresso principale

museo zen palermo vista sud-est

Vista esterna dell’auditorium

museo zen palermo vista sud-ovest

Vista interna dell’auditorium e della copertura vetrata

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