Albergo Pavia

L’area militare oggetto di studio è inserita in un contesto dominato dalla profonda scissione tra due zone urbane di Pavia con epoche costruttive molto diverse tra loro, da una parte il centro storico, che presenta una chiara compattezza del suo tessuto a maglie ortogonali, dall’altra la più recente città giardino, con un tessuto più disomogeneo, con una maggiore varietà tipologica e con una complessiva dilatazione degli spazi.

L’assenza di dialogo tra le parti è dovuta all’inserimento, nel corso dei secoli, di una serie di edifici e infrastrutture che oggi costituiscono una barriera che rafforza ancor più l’idea di distacco. Costituiscono una barriera fisica l’introduzione del Naviglio ( in rosso) e della ferrovia (in arancione) durante il XIX secolo e la successiva edificazione di Borgo Calvenzano. A seguito della sua dismissione anche l’area è diventata una barriera.

 

Inquadramento

Inquadramento

inquadramento

L’intervento tenta di limitare la separazione tra le due parti di città attraverso una compressione della distanza fisica, una riconnessione visiva e uno studio prettamente concettuale finalizzato alla distruzione della massa e al dominio dell’inconsistenza. Avviene un’ideologica distruzione delle barriere antistanti: il nuovo albergo, in sostanza, presentandosi in contrapposizione a barriere come Borgo Calvenzano e la vecchia caserma militare, si smaterializza, scomponendosi in un telaio che riprende la ripetitività degli edifici sopra citati.

Concept

Concept

All’interno del telaio una serie di corpi individuali di larghezza variabile scandiscono lo spazio e al contempo negano la monotonia e la regolarità del loro contenitore così da dialogare con i tipi edilizi presenti nel quartiere di città giardino.

Se  il telaio rappresenta la negazione delle preesistenze, i corpi interni hanno il compito di ricreare il contesto più immediato, di rigenerare il costruito secondo principi nuovi.

 

Planivolumetrico

Planivolumetrico

pianta tipo

 

pianta al 50

Pianta singole unità

Considerata la ridotta altezza dei corpi di fabbrica si è pensato per la struttura verticale di adoperare il sistema della muratura portante in laterizio, limitando in tal modo l’uso del calcestruzzo ai soli pilastrini intervallati tra i mattoni e ai cordoli perimetrali. I blocchi prescelti sono semiforati in laterizio a forma di C con la possibilità di ospitare le armature verticali presenti. Per i solai si è optato per moduli prefabbricati composti interamente da legno massiccio stratificato e montato a secco tramite bullonamento a mensole incorporate nel cordolo.

dettagli

Dettagli costruttivi sezione longitudinale

 

Dettagli costruttivi sezione trasversale

Dettagli costruttivi sezione trasversale

Nell’ottica di realizzare un modello abitativo sostenibile Passivhaus (in grado di garantire un fabbisogno energetico inferiore a 15 KWh/mq anno, è presente su tre lati un iperisolamento a cappotto di pareti e tetto fino a raggiungere un valore di trasmittanza termica compreso tra 0,1 e 0,15 W/mqK.

A sud vi è invece su tutta la superficie un sistema a serra con un ambiente di scambio convettivo profondo 1 metro compreso tra due serramenti a tutt’altezza.

E’ inoltre presente un riscaldamento a pavimento collegato ad una pompa di calore con sistema geotermico orizzontale.

albergo pavia vista frontale

Vista frontale

albergo pavia vista dall'alto

Vista dall’alto

albergo pavia scorcio frontale plastico

Vista frontale plastico

 

albergo pavia scorcio dell'involucro frammentato

Scorcio dell’involucro frammentato

 

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