Passivhaus e il futuro dell’edilizia

casa passiva fagnano olona

Primo esempio di casa passiva in legno in Lombardia, progettata e costruita a Fagnano Olona da BLM Domus

Il concetto di Passivhaus si è diffuso sempre più negli ultimi anni, a partire dai parametri stabiliti alla fine degli anni 80 dai fisici Wolfgang Feist e Bo Adamson, a tal punto che diverse persone ne hanno ormai fatto una vera e propria filosofia di vita.

Ammontano ormai a 50 mila gli edifici passivi già realizzati in tutto il mondo, dei quali solo poco più di 100 in Italia, per via di una mentalità poco abituata al cambiamento. E ciò appare realmente assurdo, considerando che le potenzialità climatiche presenti su tutto il nostro territorio, paragonate a quelle di paesi molto più avanzati in tale settore (Germania, Austria, Francia…) sono ben superiori.

Una casa passiva è in grado di sfruttare l’energia solare e quella di scarto in modo da rendere del tutto superfluo l’utilizzo di impianti convenzionali per il riscaldamento e il raffrescamento. Uno tra i principali vantaggi è dunque quello di azzerare quasi totalmente i costi di esercizio (ottenendo così una totale indipendenza dalle fonti fossili i cui prezzi continuano ad aumentare) in quanto sia per il riscaldamento che per il raffrescamento, ma anche per l’energia elettrica (facendo uso di pannelli fotovoltaici) si sfruttano pienamente le risorse rinnovabili nonchè la capacità dell’involucro di:

accumulare calore durante la stagione invernale (attraverso una scelta di materiali con elevata capacità termica) senza poi disperderlo all’esterno, per via dell’inserimento di un consistente strato di isolamento termico tale da annullare i ponti termici, garantendo al contempo alti valori di inerzia e sfasamento; occorre sottolineare quanto sia indispensabile la scelta di un prodotto isolante idoneo sia per la stagione invernale che per quella estiva, e dunque dotato di bassissima conduttività associata però ad un’elevato peso specifico, per assicurare protezione anche dai raggi solari; sughero e fibra di legno risultano essere i migliori prodotti presenti sul mercato.

riciclare il calore accumulato durante la stagione estiva sfruttando le potenzialità di un recuperatore di calore ad altissimo rendimento.

Altro vantaggio rispetto alle case convenzionali riguarda l’incomparabile qualità dell’aria interna e il conseguente benessere psico-fisico.

In sostanza una casa passiva sfrutta il solo calore solare catturato efficientemente dai serramenti (solitamente a vetro triplo, dei quali devono essere attentamente studiati orientamento, posizionamento e dimensioni) in aggiunta a quello presente già nell’ambiente interno e prodotto da noi stessi oltre che dagli elettrodomestici in funzione. Risulta chiaro come orientamento, distribuzione e attento studio degli ombreggiamenti appaiano indispensabili per garantire una massima efficienza nello sfruttamento delle risorse rinnovabili.

Una passivhaus deve garantire dei parametri limite tali da assicurare efficienza e salubrità degli ambienti, tra i quali:

fabbisogno energetico massimo in termini di riscaldamento e raffrescamento inferiore a 15 KWh/mq annuo (circa 10 volte in meno rispetto agli edifici convenzionali);

fabbisogno di energia primaria totale per acqua calda sanitaria, riscaldamento, raffrescamento e energia elettrica inferiore a 120 kWh/mq annuo;

–  tenuta all’aria (verificata con opportuni test di pressione e depressione, chiamati Blower Door Test) inferiore a 0,6 ricambi/aria; si sottolinea l’importanza di tale aspetto per evitare accumulo di umidità all’interno della muratura, che diminuirebbe l’efficienza dello strato isolante; è opportuno utilizzare freni al vapore verso l’interno, con valori sd tra 2 e 20 m, e teli traspiranti verso l’esterno, con valori sd<0,3 m; è inoltre indispensabile sigillare accuratamente, con nastri di carta o polietilene, tutte le fughe, per evitare formazione di condense.

temperature superficiali maggiori di 16,4°C, con umidità relativa compresa tra il 40 e il 60% (tali da garantire assenza di condense e muffe);

– utilizzo di efficienti sistemi per il recupero di calore presente nell’aria viziata (sistemi VMC), che garantiscono inoltre un ottimale ricambio orario, filtrato e controllato, con emissione acustica e consumo energetico minimi.

 PROGETTARE BIOEDILE CASA PASSIVA SEZIONE

Schema di massima Passivhaus

Se si considera l’imminente rivoluzione che dal 2020 investirà per legge gli edifici in Italia (e addirittura dal 2016 in Lombardia) con l’obiettivo di rispettare i limiti imposti dalla normativa europea, che obbligheranno ad un consumo energetico pari a 0, si capisce come investire fin da subito in questo settore sia vantaggioso e necessario, oltre che per assicurare una qualità della vita notevolmente migliore, per evitare che la scelta di un edificio convenzionale possa portare  fin da subito ad un’immediata perdita di valore economico dello stesso.

Attraverso le numerose agevolazioni fiscali che negli ultimi anni sono presenti sul mercato, è oggi possibile garantirsi edifici passivi a prezzi non necessariamente più alti rispetto all’edilizia convenzionale (tenendo in considerazione che senza lo sfruttamento di tali agevolazioni il costo di partenza di una casa con simili caratteristiche è in genere maggiore del 6-8%); inoltre l’annullamento delle bollette per riscaldamento, raffrescamento ed energia elettrica assicura un notevole risparmio nel corso degli anni, con un conseguente e proficuo ritorno dagli investimenti iniziali in tempi più che ragionevoli (8-10 anni).

About the Author: Giovanni Tona

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