I principali materiali della bioedilizia

I principali requisiti per i materiali da costruzione nel settore della bioedilizia sono:
– risparmio energetico e ritenzione di calore;
– assenza di sostanze pericolose nella composizione che possono comportare il rilascio di natura chimica (gas, composti organici volatili VOC) o di natura microbioologica (putrescibilità, formazione di muffe, funghi, virus, batteri) ed il rilascio di polveri, fibre o particelle radioattive;
– bassa emissività ed inquinamento ambientale nelle diverse fasi del ciclo di vita del prodotto;
– uso di materie prime abbondantemente disponibili;
– riciclabilità e la smaltibilità delle materie prime impiegate limitando i rischi ambientali;
– sicurezza per i lavoratori nella fase di produzione e per gli utenti nella fase di esercizio;
– sicurezza in caso di incendio;
– resistenza meccanica;
– protezione contro il rumore.

TAMPONAMENTI

Blocchi in laterizio porizzato con materiale di origine naturale

Il Laterizio porizzato per murature forato e alleggerito è ottenuto aggiungendo all’impasto tradizionale di argilla acqua e sabbia altri materiali di origine naturale a bassa granulometria (2-2,5 mm) che in fase di cottura rilasciano gas creando microalveoli, uniformemente diffusi nella massa d’argilla, che garantiscono al mattone un alto grado di isolamento termico, elevata permeabilità al vapore e resistenza al gelo e al fuoco.
Solitamente per la porizzazione del materiale si usano:
– la pula di riso
– la sansa di olive
– la farina di legno
– la cellulosa

laterizio porizzato 1

Blocchi in laterizio rettificati

I laterizi rettificati hanno superfici di appoggio superiori ed inferiori perfettamente parallele; in tal modo è possibile realizzare giunti di 1 solo mm utilizzando idonee colle, riducedo notevolmente i tempi di posa e garantendo assenza di fessurazioni e ponti termici.

laterizio rettificato

Blocchi in laterizio-sughero

Tali blocchi sono costituiti da laterizi forati, assemblati con aggancio metallico ad uno strato isolante in sughero inserito tra loro, così da generare un elemento a taglio termico completo, con totale assenza di ponti termici. Per via dello spessore è possibile realizzare una muratura portante, con un buon grado di isolamento termico e acustico.
Per il sughero in pannelli non devono essere utilizzate colle sintetiche cariche di formaldeide, ma deve essere utilizzata soltanto la suberina (resina naturale) prodotta a seguito di compressione a caldo del prodotto macinato, che agisce da autocollante sciogliendosi al calore e legando i granuli a seguito di raffreddamento.
Tali pannelli si riconoscono per il loro colore bruno (pannelli di sughero tostato) rispetto al colore biondo di quelli incollati con prodotti sintetici.

laterizio sughero

Pannelli in fibre di legno

Per la realizzazione di pannelli in fibra di legno si utilizzano fibre provenienti da lavorazioni, sminuzzate e pressate con l’aggiunta di lignina, prodotta naturalmente ad elevate temperature.
I pannelli così ottenuti sono traspiranti e termoisolanti, garantendo anche un ottimo isolamento acustico.

ISOLANTI

Argilla espansa

L’argilla espansa è un isolante naturale inalterabile nel tempo, anche con temperature e umidità estreme, oltre ad essere incombustibile inattaccabile da parassiti; viene solitamente utilizzato come materia prima per manufatti resistenti al fuoco o refrattari.
Inoltre, per via della sua struttura cellulare e porosa, garantisce un buon assorbimento del rumore.
E’ utilizzato sfuso comunemente all’interno di intercapedini, coperture, pavimenti e nella produzione di calcestruzzi alleggeriti termo-fonoisolanti.

argilla espansa

Perlite e vermiculite espanse

Possiede ottime proprietà termoisolanti e fonoassorbenti oltre ad essere incombustibile e a non emettere fumi tossici in caso di incendio; è inattaccabile da parassiti e non contiene sostanze nocive per la salute.
Viene utilizzata, allo stesso modo dell’argilla espansa, in forma sfusa per il riempimento di intercapedini, coperture, sottotetti, sottofondi e massetti in solai interpiano o contro terra.

perlite

Silicato di calcio

Viene prodotto da materie prime come la sabbia quarzosa, la calce e la cellulosa, senza impiego di propellenti, additivi o fibre minerali. I pannelli presentano un’elevata capacità di assorbimento di acqua (fino a tre volte il peso netto), che li rende particolarmente adatti ad un isolamento interno delle superfici (ove non è possibile isolare dall’esterno). Questo materiale è frequentemente utilizzato per il risanamento di muri umidi a causa della condensa e l’eliminazione di muffe, oltre che per l’isolamento termoacustico sottopavimento a contatto con l’esterno. Tale prodotto assicura un clima degli ambienti confortevole per via della regolazione attiva dell’umidità dell’aria, essendo in grado di assorbire l’umidità in eccesso negli ambienti per rilasciarla poi quando gli ambienti sono più secchi. Si presenta infine incombustibile e facilmente lavorabile.

silicato di calcio 1

Vetro cellulare

Il vetro cellulare espanso, contenente vetro riciclato al 50% circa, proveniente da lampade al neon e da vetri di autovetture non più utilizzate, si presenta sotto forma di pannelli, lastre ed altri elementi di colore scuro o anche sfuso. Per via della sua struttura a celle ermeticamente chiuse possiede una totale impermeabilità, oltre a garantire un’elevata resistenza a compressione.
E’ incombustibile e non emette fumi tossici in caso di incendio.
Viene solitamente impiegato in ambienti controterra dal lato esterno e sotto strutture di fondazione.

vetro cellulare

Fibra di cellulosa

La fibra di cellulosa (carta) è un ottimo isolante termico per via della struttura dei suoi pori in grado di rinchiudere grandi quantità d’aria, riducendo le perdite di calore.
Ha un buon comportamento fonoisolante e fonoassorbente; non contiene sostanze tossiche e non provoca reazioni a contatto con la pelle; è inoltre traspirante ed igroscopica, in grado di assorbire umidità dall’ambiente e cederla poi successivamente. Viene trattata con un 15% di sali di boro, per assicurare un trattamento antiparassitario ed ignifugante; a seguito della miscelazione si ottengono fiocchi che intrappolano microscopiche celle d’aria, garantendo un eccellente termoisolamento. Aggiungendo anche un 10% di fibra sintetica di poliestere si ottengono dei pannelli che rendono il prodotto più facile da lavorare.

cellulosa

Fibra di legno

Deriva da scarti e residui di legno non trattato chimicamente.
La fibra di legno è un materiale fortemente igroscopico; l’umidità viene assorbita dalle fibre e lo spazio tra esse, che determina la porosità del materiale, rimane pieno d’aria; ciò a differenza di alcuni materiali fibrosi di origine minerale (fibra di vetro o di roccia) le cui fibre non sono in grado di assorbire l’umidità al loro interno. I pannelli vengono solitamente utilizzati per isolare termicamente e acusticamente strutture e coperture in legno, solai e pavimenti, come cappotti esterni o interni.

fibra legno 1

Fibra di legno mineralizzata

Con opportuni trattamenti meccanici, le fibre di legno vengono impregnate con magnesite o cemento Portland ottenendo la loro mineralizzazione che favorisce notevole coesione e compattezza, oltre a buona traspirazione e igroscopicità.
Tali pannelli vengono utilizzati come isolanti termo-acustici anche in ambienti contro terra e con pareti umide, oltre che per la protezione al fuoco e per l’eliminazione di ponti termici.

fibra legno mineralizzata

Canna palustre

Si trova spontaneamente nelle zone paludose e lungo le rive di fiumi e dei laghi, e si rigenera continuamente. Le canne secche sono raccolte in inverno e successivamente compresse e legate con filo di ferro zincato o con filo di nylon, per ottenere stuoie portaintonaco. I pannelli di canna palustre hanno ottima capacità termoacustica, e sono utilizzati come base per cappotti interni ed esterni con strato di finitura in legno o intonaco. Si utilizzano anche per intercapedini di pareti, solai e coperture di strutture in legno. E’ traspirante e resistente alle muffe. Con l’aggiunta di acido silicico si ottiene anche una buona resistenza al fuoco senza produzione di sostanze nocive.

canna palustre 1

Fibra di canapa

Dalla pianta della canapa si ricava la fibra, successivamente trattata con sali di boro, per migliorarne il comportamento al fuoco, e infine fusa tramite termo fissaggio alle fibre di poliestere per assicurare un rinforzo ai pannelli. E’ un materiale con ottime proprietà di isolamento termo-acustico; è traspirante ed igroscopica, consentendo la regolazione dell’umidità e garantendo un salubre clima interno. E’ inoltre resistente alla muffa, agli insetti e ai parassiti e non contiene sostanze tossiche. E’ utilizzata soprattutto per intercapedini di pareti in legno o laterizio, coperture e sottopavimenti, per eliminare il rumore da calpestio.

fibra di canapa

Fibra di lino

Ottenuta da una materia prima rigenerabile, con estrazione priva di inquinamento e consumi energetici, ha ottime proprietà termoacustiche, essendo inoltre altamente traspirante ed igroscopica; non è nociva per la salute e non si carica elettrostaticamente.
I pannelli di fibra di lino vengono utilizzati in intercapedini di strutture lignee, cappotti interni ed esterni, coperture ventilate, pareti divisorie interne, controsoffitti, sottopavimenti e solai.

fibra di lino

Fibra di cocco

La fibra di cocco, estratta dallo strato esterno della noce di cocco e messa a macerare per circa 10 mesi, per eliminare le componenti organiche, per poi essere essiccata, trattata con sali di boro per renderla inattaccabile dai parassiti, e pressata in feltri, presenta buone proprietà termiche e ottime proprietà per l’isolamento acustico da calpestio, è permeabile al vapore, consentendo una corretta traspirazione della struttura; è inoltre un materiale a combustione lenta e non teme l’umidità essendo immarcescibile. Viene usata soprattutto come isolante acustico per pavimenti galleggianti o per pareti interne.

fibra cocco

Fibra di juta

Si ricava dalla pianta della juta, presente soprattutto in Asia sud-orientale, dalla macerazione degli steli in acqua, al fine di eliminare le componenti organiche, e dalla successiva estrazione delle fibre dalla parte legnosa. Il procedimento di preparazione dei feltri non richiede l’utilizzo di sostanze chimiche. E’ quasi inattaccabile dai parassiti, igroscopica e traspirante e viene utilizzata soprattutto sotto forma di feltri, per l’isolamento dai rumori di calpestio nei pavimenti galleggianti e per quello dai rumori aerei in pareti a struttura portante in legno o metallo e controsoffitti.

fibra juta1

Fibra di kenaf 

Le piante di kenaf, simili a quelle di canapa, vengono lasciate seccare nei campi per poi procedere al taglio e raccolta degli steli, ormai privi di linfa, successivamente lavorati in macchine che separano la parte fibrosa dalle altre componenti. La fibra di kenaf è un ottimo isolante termoacustico, è igroscopico e traspirante, garantendo un clima salubre. Non contiene sostanze tossiche e non è rischioso per la salute. I pannelli rigidi sono utilizzati come isolanti termoacustici in intercapedini di strutture in legno e muratura, cappotti interni ed esterni ventilati, controsoffitti, sottopavimenti e solai; i feltri flessibili, invece isolano acusticamente dai rumori di calpestio.

fibra kenaf

Fibra di mais

E’ un prodotto abbastanza recente che viene ottenuto dai chicchi di mais, fatti fermentare per estrarre l’acido polilattico, lavorato successivamente per produrre le fibre, sovrapposte e portate a 160 C° in appositi forni per assicurare la termolegatura e la formazione di pannelli di diverso spessore e densità. E’ un materiale con ottime capacità termoacustiche ed è traspirante, inoltre, in caso di incendio, si autoestingue con basse emissioni di fumo. Si utilizza per intercapedini di strutture in legno, cappotti interni o esterni, coperture ventilate, pareti divisorie interne, controsoffitti, sottopavimenti e solai.

fibra di mais

Lana di pecora

E’ una fibra proteica che le pecore producono ogni anno, ed è un materiale elastico e robusto, con eccellenti proprietà termo-fonoisolanti, è traspirante ed altamente igroscopica, in grado di assorbire fino al 30% del suo peso senza risultare umida, è autoestinguente poiché in caso di incendio non brucia fino a una temperatura pari a 580°, non cola e non emette gas tossici.
Viene sottoposta a trattamenti protettivi per non essere attaccata da parassiti; è inoltre un prodotto anallergico.

lana pecora

MALTE

Con l’estesa commercializzazione del cemento in quasi tutti i settori dell’edilizia, e il conseguente abbattimento dei costi, ci si è totalmente dimenticati delle qualità dei prodotti usati in passato, per lo più a base di calce, totalmente traspiranti e resistenti all’acqua.
Oggi si è portati a pensare che un buon intonaco debba necessariamente essere forte e duro per resistere agli agenti atmosferici. In realtà il cemento, per via della sua cottura ad altissime temperature, si presenta totalmente rigido e impermeabile, impedendo una corretta traspirazione delle pareti.
L’impiego di intonaci a base di  cemento  è inoltre il principale responsabile delle più comuni patologie presenti sulle facciate dei nostri edifici; infatti, a causa delle cavillature generatesi per via delle continue contrazioni e dilatazioni a cui il materiale è sottoposto in presenza di escursioni termiche, in caso di piogge battenti, l’acqua si insinua nella sottostante muratura, non riuscendo più ad evaporare a causa dell’antitraspirabilità  e impermeabilità  dell’intonaco. Il ciclico abbassamento di temperatura determina il gelo dell’acqua rimasta sotto la superficie che, gonfiandosi, provoca il  distacco  di estese parti di intonaco.
Il legante che meglio risponde ai requisiti di compatibilità ambientale è invece la calce (aerea per ambienti interni ed idraulica per esterni).

Malta di calce aerea

L’indurimento e la presa della calce aerea possono avvenire soltanto a diretto contatto con l’aria, dando vita al processo di carbonatazione (cessione di acqua) a contatto con il carbonio contenuto nell’aria stessa.
La continua cessione di umidità a contatto con quest’ultima assicura la totale asciuttezza dei muri.
Tale prodotto, per via della sua elevata alcalinità ha ottime proprietà antibatteriche e antimuffa; inoltre non rilascia sostanze nocive né in fase di esercizio che di dismissione.

Malta di calce idraulica

Ottenuta dalla cottura in forno a circa 1000-1200°C di marne naturali o calcari con elevata percentuale di argilla silicea (fino al 25%).
A differenza della calce aerea, ha una prima presa idraulica (a contatto con l’acqua) cui segue una seconda presa aerea.
Il processo di presa ha inizio non prima di un’ora dalla formazione dell’impasto, per poi svilupparsi entro le 48 ore successive. Quest’ultimo diventa stabile dopo 6 mesi circa.
Rispetto alla malta di calce aerea la resistenza meccanica è notevolmente superiore, ed è possibile l’utilizzo su superfici esposte agli agenti atmosferici, garantendo anche una buona coibenza termica.

Malta di gesso

E’ un legante aereo, risultante dalla cottura e successiva macinazione della pietra da gesso, è utilizzato solo per rasature di intonaci interni, in ambienti privi di umidità, essendo il gesso molto igroscopico e con tendenza al rigonfiamento.
Presenta inoltre un tempo di presa molto ridotto (pochissimi minuti), che si completa in genere entro 1 ora, motivo per cui spesso viene addizionata alla malta di calce.
Al termine del processo di presa il gesso recupera il grado di idratazione reintegrando l’acqua persa durante la cottura e presentando dunque un aumento di volume rispetto alla massa iniziale.
E’ sconsigliato il contatto del gesso con elementi metallici tali da provocare aggressioni chimiche dannose per l’ambiente.

VERNICI

In una qualunque casa l’aria contiene molte sostanze che non sono presenti nell’aria esterna: esalazioni e rilasci gassosi di molteplici prodotti chimici. Alcune di queste sostanze possono essere rilasciate per anni e quindi inconsapevolmente respirate.
Le pitture e resine plastiche, ad esempio, hanno il vantaggio apparente di essere idrorepellenti e lavabili, ma contemporaneamente sono totalmente impermeabili; ciò significa che riducono drasticamente la capacità traspirante delle pareti; inoltre contengono solventi che evaporando formano una pellicola protettiva, ma a seguito di tale evaporazione le particelle prodotte tendono a permanere e ristagnare negli ambienti, inquinando sensibilmente l’aria. In tal modo possono sorgere problemi cutanei e eritemi alle mucose, debolezza, stanchezza, difficoltà motorie, malattie dell’apparato respiratorio. Un prodotto di trattamento delle superfici dovrebbe invece possedere un’adeguata porosità e traspirabilità, non costituire cioè barriera al vapore; dovrebbe essere elettricamente neutro, non rilasciare polveri o emettere sostanze tossiche e radioattive.
Sono altamente consigliate tempere a base di colla, solo per ambienti interni, pitture a base di calce, che hanno bisogno solamente della diluizione in acqua, e pitture lavabili a base di resine naturali, oli vegetali, cera d’api, pigmenti e riempitivi minerali, esenti da conservanti e fungicidi sintetici.

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